
In un mondo segnato sempre più da tensioni e incertezze le Nazioni Unite, in occasione delle celebrazioni della Giornata Mondiale della Convivenza Pacifica, hanno voluto rilanciare il tema quanto mai attuale nel 2026 “Vivere insieme in pace: costruire la fiducia attraverso il dialogo, l’inclusione e la riconciliazione”. Purtroppo nel perdurante caos geopolitico che stiamo vivendo queste enunciazioni di principio certamente condivisibili non bastano più: per questo Unipax ha elaborato una proposta operativa concreta che stabilisce la fine del sistema di confronto-scontro tra Stati nazionali e impegna gli stessi ad aderire ad un sistema di collaborazione e di solidarietà internazionale: il Regolamento Mondiale per la Civile Convivenza. La Bozza è contenuta nel mio libro guida per gli operatori di pace “La Rivoluzione Globale Pacifica per un Nuovo Umanesimo” definito Il Saggio della Speranza. Questa ipotesi può essere approfondita scaricando gratuitamente il libro al link: https://www.unipax.org/noi-insieme-per-la-pace/ . Si tratta naturalmente di una bozza aperta al confronto e al dibattito pubblico che si basa su un presupposto ineludibile: se vogliamo un futuro di civile convivenza e di pace, dobbiamo capire che è giunta l’ora che gli Stati nazionali cedano parte della loro sovranità a organismi sovrastatali, attraverso i quali poter imporre delle regole e farle rispettare nell’interesse di tutta l’umanità. Solo in questo modo potremo contrastare il diffondersi di forme di autarchia e di sovranismo che stanno emergendo anche nelle democrazie occidentali per riaffermare “la diplomazia del dialogo” come strumento per la risoluzione dei conflitti.
Di questa proposta coraggiosa e innovativa ne parlo nell’articolo pubblicato sull’ultimo numero di Fiamma Cremisi la rivista dell’Associazione Nazionale Bersaglieri