Orazio Parisotto

Studioso di Scienze Umane e dei Diritti Fondamentali

L’avvio di un nuovo umanesimo

L’avvio di un nuovo umanesimo
L’IMPEGNO DEI CITTADINI PER L’AVVIO DI UN NUOVO UMANESIMO DEVE CORRERE SU DUE BINARI PARALLELI.
1) Il primo binario deve percorre la strada del miglioramento etico, socio- comportamentale individuale, del superamento cioè dell’egoismo e di una consapevole corretta partecipazione sociale basata sulla ricerca del bene comune.
I principi etici si possono acquisire dalla propria educazione familiare, dalla propria religione, dalle proprie carte costituzionali, dalle carte dei diritti fondamentali così come dalle carte dei doveri fondamentali dell’uomo. L’educazione interculturale e interreligiosa assieme alla revisione di tutte le materie scolastiche sono elementi fondamentali per l’avvio di un Nuovo Umanesimo, per riportare cioè al centro di ogni interesse l’uomo e la natura (passando cioè da una società economico centrica e stato centrica ad una società umano centrica e bio centrica ad alta intensità etica).
La globalizzazione se gestita democraticamente e nell’interesse dei popoli e non dei potentati economico finanziari dominanti avrebbe potuto e ancora potrebbe contribuire in modo concreto alla lotta all’egoismo e alla promozione dei valori etici a tutti i livelli. Purtroppo come ha ribadito Papa Benedetto 16° “non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro” e ha aggiunto: “i conflitti per la supremazia economica e l’accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di co­struire un mondo giusto e solidale”.(vedi inoltre numerosi altri importanti interventi di Papa Francesco sull’argomento)
Vien da se che per avviare e realizzare un Nuovo Umanesimo è necessaria una spinta etica che venga dai cittadini ma questa non sarà sufficiente se gli stessi cittadini non avranno maturato la presa di coscienza che la buona volontà e l’etica individuale sono sì fondamentali ma che, contemporaneamente, bisogna operare anche sul secondo binario quello istituzionale che deve correre in modo parallelo al primo.
2) Il secondo binario si muove sulla necessità di adeguare all’attuale situazione mondiale le istituzioni internazionali e sovranazionali. Com’e noto, il pianeta Terra è diviso in circa 200 Stati nazionali sovrani e armati spesso in contrasto tra di loro e che operano nel proprio interesse anche qualora questo sia contrario all’interesse generale dell’umanità. Stati che per loro stessa natura non hanno comunque la possibilità di affrontare i problemi dell’uomo cittadino del mondo essendo strutturati per gestire la vita dei loro cittadini entro i confini nazionali e che logicamente non hanno nella loro agenda politica la risoluzione dei problemi globali. Si tratta chiaramente di organismi che non essendo in grado di gestire i molteplici aspetti di una globalizzazione selvaggia e senza regole la devono subire, globalizzazione che così sta arricchendo solo poche elite mentre le grandi masse diventano sempre più povere.
Sono Stati che separatamente non possono rimediare ai gravi squilibri di un ecosistema già in forte difficoltà. Sono stati che proseguono la folle corsa agli armamenti togliendo ai popoli preziose risorse con le quali sarebbe necessario affrontare assieme le molte emergenze planetarie tra cui guerre e migrazioni.
Il potere politico che per secoli è stato gestito all’interno dello Stato-Nazione, cioè in un territorio nazionale limitato e ben noto dove lo Stato poteva esercitare il proprio monopolio politico e imporre le proprie regole, improvvisamente, con questa globalizzazione, è stato assorbito, condizionato e fortemente ridotto dall’avvento di un “mondo nuovo” strumentalizzato e dominato dal mercato globale voluto dall’elite economico finanziaria mondiale e fortemente supportato a livello socio culturale dalla dottrina neo liberista.
Dobbiamo capire che è giunta l’ora che gli Stati nazionali cedano parte della loro sovranità a organismi sovrastatali gestiti secondo i principi della democrazia cosmopolita anche perché le molte, gravi emergenze planetarie non possono essere affrontate e risolte dai singoli paesi.
Il grande antropologo Marvin Harris a questo proposito ha affermato: “È molto probabile che la nostra specie non sopravviverà al prossimo secolo, o addirittura ai prossimi cinquant’anni, se non saprà tra­scendere l’insaziabile volontà di sovranità e di egemonia caratteristica dello Stato. E il solo modo per riuscirci può essere proprio quello di trascendere lo Stato in se stesso, con la creazione consapevole di nuovi sistemi per mantenere la legge e l’ordine su una base mondiale e sostituendo la sovranità degli Stati attuali con una federazione mondiale.”
L’umanità così divisa con le istituzioni nazionali operanti all’interno di ciascun Stato e nel suo esclusivo interesse, è infatti impossibilitata ad affrontare in modo corretto il succedersi degli eventi e delle emergenze planetarie nell’interesse dell’uomo cittadino del mondo, così, ogni giorno, i problemi globali che assillano l’umanità tendono a peggiorare.
Proseguendo in questo modo l’umanità rischia veramente di compromettere il futuro delle prossime generazioni, è perciò necessario e urgente, oltre a curare la propria crescita personale, rendere di fatto operanti istituzioni sovranazionali sovra-statali gestite nel rispetto dei principi della democrazia cosmopolita attraverso le quali poter imporre delle regole nei settori di interesse comune dell’uomo cittadino del mondo; istituzioni sovranazionali, sovrastatali che siano anche in grado di far poi realmente rispettare le regole.
Sotto questo aspetto è inderogabile e urgente un rinnovamento, un adeguamento dell’ONU e di tutte le sue agenzie ed istituti.
Veramente significativa per aiutarci a capire l’importanza che assume nella storia la creazione di adeguate istituzioni è questa dichiarazione di Jean Monnet, uno dei padri fondatori dell’Unione Europea, che rimane attuale e applicabile a livello mondiale: “Il trascorrere del tempo ci spinge ineluttabilmente verso una maggiore unità. Questa unità o l’avremo saputa organizzare o la dovremo subire; o sarà governata da leggi democratiche o sarà imposta dalla forza. In ogni caso non c’è più posto per l’azione separata delle nostre vecchie nazioni sovrane… L’unione non può basarsi soltanto sulla buona volontà degli uomini: sono necessarie delle regole. I tragici avvenimenti che abbiamo vissuto in passato, quelli che stiamo vivendo ora ci hanno forse reso un po’ più saggi. Ma poiché gli uomini passano, anche noi saremo sostituiti da altri uomini. Quello che possiamo lasciare loro non è tanto la nostra esperienza personale che sparirà con noi, ma anche e soprattutto delle Istituzioni. La vita delle Istituzioni è più lunga di quella degli uomini ed esse possono quindi, se ben costruite, accumulare e trasmettere la loro esperienza alle generazioni future”.
I due binari quello dell’impegno etico personale, socio culturale e quello del rinnovamento istituzionale devono quindi correre in parallelo; la loro percorribilità è certamente impegnativa ma essenziale per superare, da un verso, l’egoismo individuale mentre dall’altro bisogna impegnarsi per superare l’egoismo di gruppo, di nazione, di Stato non più rinviabili in questa epoca di globalizzazione senza regole e senza responsabilità sociale.
Sono percorsi essenziali per l’avvio di un Nuovo Umanesimo che devono essere chiaramente indicati ai cittadini ed in particolare ai giovani.
Le società umane vivono insieme su un’unica navicella spaziale e, proprio per questo, hanno e avranno un comune destino.
È indispensabile possedere, al giorno d’oggi, una visione globa­le, da astronauti, del pianeta Terra. Pianeta che deve essere inteso e vissuto come una navicella spaziale ovvero come una grande “isola condominio” dove l’interesse di ogni singolo condomino non deve contrastare con l’interesse generale per cui deve essere adottato con urgenza un “Regolamento Mondiale per la Civile Convivenza”. (vedi bozza da presentare all’ONU.)
I giovani insieme agli anziani e alle donne e uomini di buona volontà prendendo coscienza dei problemi comuni che assillano l’umanità e sentendosi cittadini del mondo, devono, come tali, assumersi le relative responsabilità ed agire possibilmente in sintonia per affrontare almeno i problemi più urgenti.
E’ necessario allora reagire in modo fermo ma non violento alla critica situazione nella quale ci troviamo.
COME SAPPIAMO, MOLTI GRAVI PROBLEMI ASSILLANO L’UMANITÀ E RISCHIANO DI AGGRAVARSI. NE RICORDIAMO ORA SOLO QUALCUNO DEI PIÙ PREOC­CUPANTI

  • GLI ALLARMI DEGLI SCIENZIATI DI TUTTO IL MONDO PREANNUNCIANO GRAVI COLLASSI DELL’ECOSISTEMA TRA IL 2040 E IL 2050
  • LA GRAVE CRISI ECONOMICA PROVOCATA DAL CAPITALISMO FINANZIARIO E AGGRAVATA DALLA PANDEMIA CI METTE PESANTEMENTE LE MANI IN TASCA A VANTAGGIO DI POCHE ÉLITE
  • LA COSTOSISSIMA FOLLE CORSA AGLI ARMAMENTI DISSANGUA I POPOLI E LI ESPONE A ENORMI RISCHI PRIVANDOLI SPESSO DEI SERVIZI ESSENZIALI
  • LA MANCANZA DEL RISPETTO DEL DIRITTO AL LAVORO E DELLA DIGNITÀ DEI LAVORATORI IN QUASI TUTTO IL PIANETA CREA INSOPPORTABILI DISAGI — – LA MANCANZA DI CONTROLLI DA PARTE DI APPOSITI ORGANISMI NEI LABORATORI SPARSI NEL MONDO DOVE SI SVILUPPANO NUOVE TECNOLOGIE E NANOTECNOLOGIE, ESPONE L’UMANITA’ A GRAVI PERICOLI….. – – LA MANCANZA DI VERI STATISTI COMPORTA GRAVI CARENZE NELLA GESTIONE POLITICA GLOBALE CON UNA SUDDITANZA AL SISTEMA ECONOMICO FINANZIARIO… -TRASPARENZA, GIUSTIZIA, SOLIDARIETA’ INTERNA AI SINGOLI STATI E A LIVELLO INTERNAZIONALE SONO NECESSITA’ QUASI SEMPRE DISATTESE – SENZA DEMOCRAZIA SUL PIANO INTERNAZIONALE SI OFFRONO SPAZI A NUOVE PERICOLOSE FORME DI TOTALITARISMO…..
    E’ necessario allora proporre e diffondere una bozza di progetto per una rivoluzione globale pacifica perché le nuove generazioni stanno ereditando un pianeta in forte difficoltà e nel quale risulta veramente urgente approvare degli strumenti istituzionali internazionali tali da permetterci di fronteggiare i più gravi problemi mondiali prima che degenerino irrimediabilmente e comunque prima che un qualsiasi Stato una qualsiasi dittatura possa, con le armi oggi disponibili, mettere in crisi la sicurezza e la Pace del mondo intero e prima che una minoranza, per i propri interessi egoistici metta in crisi definitivamente le nostre economie, il nostro ecosistema e la nostra libertà.
    E’ la prima volta che l’uomo si trova di fronte a così gravi problemi di portata mondiale problemi che non ha saputo prevenire e risolvere e di fronte ai quali si trova impreparato. Li potrà risolvere solo se saprà imprimere, con un grande impegno personale e istituzionale, una svolta decisiva il corso della sua storia e porsi così nella condizione di diventare padrone del proprio destino. Gli strumenti forniti dalle nuove tecnologie possono essere di grande aiuto.
    “La modernità ha fallito, bisogna costruire un nuovo umanesimo altrimenti il pianeta non si salva ” (Albert Einstein)
    Ma come avviare un vero cambiamento?
    Bisogna dare una svolta alla nostra storia con un maggior impegno etico personale e sociale e con coraggio percorrere vie nuove, vie d’uscita dalle emergenze planetarie, vie nuove per rendere funzionanti nuove istituzioni sovranazionali sovra- statali democratiche utili per avviare un Nuovo Umanesimo.
    È pressoché impossibile cambiare la realtà esistente combattendola frontalmente, per cambiare dobbiamo proporre un modello che renda questa realtà obsoleta. Occorre dar vita ad un progetto completamente nuovo, globale e realmente fattibile da predisporre insieme che chiameremo : “Progetto di rivoluzione globale pacifica per un Nuovo Umanesimo” presentato nel saggio “LA RIVOLUZIONE GLOBALE PER UN NUOVO UMANESIMO LE VIE D’USCITA DALLE EMERGENZE PLANETARIE” e sintetizzato in una raccolta di 30 pillolle “La Rivoluzione Globale in Pillole”, progetto al quale siamo invitati a partecipare fin dalla sua impostazione, quali Operatori di Pace. L’adesione iniziale è stata molto promettente tanto che è nata una Community internazionale, già auspicata nel saggio stesso, denominata : “ UNITED PEACERS – THE WORLD COMMUNITY FOR A NEW HUMANISM”, detta anche “Casa Comune degli Operatori di Pace”.
    Gli step fondamentali e la progressione operativa per avviare insieme questo progetto di rivoluzione pacifica potrebbero essere:
    1)Mobilitazione generale: aderendo e contribuendo a diffondere una bozza del progetto della rivoluzione globale pacifica da perfezionare assieme e favorendo un tam-tam informatico attraverso la rete;
    2)Firmare la maxi petizione rivolta ai capi di stato di governo di tutto il mondo ed ai responsabili degli organismi internazionali competenti, da perfezionare assieme;
    3)Chiedere la democratizzazione del sistema delle Nazioni Unite vedi proposta da perfezionare assieme ( Onu del terzo millennio)
    4)Chiedere la formalizzazione e l’applicazione di un “Regolamento mondiale per la civile convivenza” vedi bozza da proporre all’ONU che possa essere precursore di una successiva stesura di una “Costituzione Planetaria” che, nel tempo e con l’impegno delle prossime generazioni possa portare a realizzare il sogno Kantiano di una Federazione Mondiale.
    Per avviare un Nuovo Umanesimo è necessaria anche una crescita socio- culturale che parta dalla identificazione di una base del Nuovo Umanesimo che si fondi sul riconoscimento della fratellanza universale e della solidarietà.
    Su questa base si può costruire il “Tempio del Nuovo Umanesimo” che si dovrebbe reggere su sei colonne:
    -scienza e tecnologia per la vita- con suggerimenti sulle vie d’uscita da: emergenze economico finanziarie, emergenze armamenti, emergenze ecologiche, emergenze tecnologiche…
    -nuovo corso educativo -educazione interculturale e interreligiosa – educazione umano centrica e biocentrica …
    -nuovo corso informativo- il rispetto dei codici deontologici ed etici nell’utilizzo dei tradizionali e dei nuovi strumenti informatici…
    -democrazia partecipativa – praticare i sei livelli di partecipazione sociale dal quartiere all’Onu per vivere una cittadinanza attiva…
    -apporto della donna- essenziale l’apporto della donna a tutti i livelli del vivere sociale per la costruzione del nuovo umanesimo…
    -nuovo diritto internazionale- dalla sovranità degli Stati alla sovranità dei popoli- il diritto del cittadino viene prima del diritto dello Stato- la cultura dei diritti umani è fondamentale per il futuro dell’umanità…

IMMAGINE TEMPIO NUOVO UMANESIMO

Noi cittadini a fronte di gravi problemi dati dalla crisi globale dobbiamo assumere il ruolo di statisti investiti come siamo di una responsabilità non delegabile allo Stato poiché questo non è in grado di affrontare problemi che riguardano l’umanità nel suo insieme. Le nazioni, i popoli, i movimenti e le associazioni inter e trans- nazionali più che gli Stati, infatti, sembrano essere idonei a favorire contatti con la comunità mondiale e ad affrontare i grandi problemi di interesse generale.
Solo un nostro coordinamento interpersonale e una azione congiunta tra movimenti internazionali di utilità sociale, soprattutto giovanili, può determinare il necessario cambiamento.
Noi cittadini come potenziali statisti dobbiamo far sì che la globalizzazione della solidarietà e della giustizia sostituisca la globalizzazione dell’egoismo e dell’indifferenza e che le ragioni di Stato e i segreti di Stato militari siano assorbiti dalle ragioni di umanità e dal diritto ai diritti fondamentali dell’uomo.
Dobbiamo essere noi i costruttori di un Nuovo Umanesimo ricordando sempre che:
“Se gli uomini non tentassero l’impossibile non si realizzerebbe nemmeno il possibile (Max Weber) ; “Gli innocenti non sapevano che la cosa era impossibile pertanto la fecero ” (Bertrand Russel)
Dobbiamo essere uniti, UNITED PEACERS, saperci porre tutti al di là e al di sopra delle solite divisioni politiche,etniche, religiose che tanto hanno condizionato il nostro vivere sociale e che sono funzionali all’elite dominante, diversamente saremo costretti a subire ciò che il destino vorrà, ovvero ciò che gruppi di potere più ricchi organizzati vorranno. Avviamo dunque questa rivoluzione pacifica per un Nuovo Umanesimo ricordandoci che, come ha detto Nelson Mandela, “Un vincitore è solo un sognatore che non si è mai arreso”.

Orazio Parisotto

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