Articolo pubblicato su Il Giornale di Vicenza in occasione della Giornata Mondiale della Salute celebrata dalle Nazioni Unite 07 aprile 2017

Prevenire la depressione con l’attività fisica

Quest’anno l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, in occasione della Giornata mondiale della salute che si celebra il 07 aprile, ha lanciato una campagna internazionale sul tema della prevenzione e cura della depressione: “Depression: let’s talk” avviata in occasione dello scorso World Mental Health Day. La depressione, secondo L’Agenzia delle Nazioni Unite, colpisce persone di tutte le età, di tutti i ceti sociali e in tutti i paesi, provocando angoscia mentale con conseguenze devastanti per i rapporti familiari e sociali. Ma la depressione può anche essere evitata e curata. E’ evidente che l’uomo d’oggi ha bisogno, più che mai, di dedicare con sistematicità del tempo a se stesso, al proprio corpo, alla propria mente, al proprio spirito, per difendersi dallo stress della vita moderna, per porsi in armonia con la natura e far si che la propria vita sia più lunga e sana possibile. La cultura occidentale tradizionale, considerando l’uomo come un’aggregazione di fattori indipendenti tra loro, dove il “fisico” non poteva influire più di tanto sul “mentale” ne ha trascurato a lungo la visione d’insieme e si è principalmente dedicata alla specializzazione settoriale che ha portato al grande sviluppo scientifico e tecnologico, con un esasperato interesse verso il produrre piuttosto che verso il produttore. Con il progressivo distacco dell’uomo dalla natura, favorito dall’avvento della società industriale, si sono così rapidamente diffusi i cosiddetti disturbi biopsichici e funzionali. Ma sono state proprio le nuove metodologie, introdotte dalle scienze umanistiche e sociali, nel contrasto a questi squilibri a provocare una generale inversione di tendenza con il definitivo e universale riconoscimento della validità del principio unitario della persona umana e dell’importanza del suo rispetto per la salute in una visione olistica del mondo, come dimostrato dalle numerose iniziative sviluppatesi nel campo del wellness in questi ultimi anni. Oggi si sta sempre più affermando il principio, supportato dai più avanzati studi scientifici, che un’adeguata attività fisica mantenga un corpo sano ed un cervello giovane. Un programma ragionevole di esercizio fisico è salutare per il corpo e per la mente, e risulta un fondamentale complemento a una strategia anti-invecchiamento cerebrale. La classica frase di Giovenale, “mens sana in corpore sano”, non è mai stata più vera e piena di significato, alla luce delle recenti scoperte delle neuroscienze. Il ruolo benefico di un moderato allenamento aerobico sulle funzioni cognitive è ormai acclarato. Le più importanti ricerche su questo campo condotte negli ultimi 10 anni, hanno dimostrato come l’esercizio fisico sia in grado di indurre nel cervello la sintesi di fattori di crescita, di stimolare la neurogenesi, la formazione di nuove sinapsi, e in ultima analisi di migliorare la memoria e di sortire effetti antidepressivi. L’idea che l’esercizio fisico rappresenti un metodo per prevenire l’invecchiamento del cervello, trova ulteriori conferme in una serie di analisi che dimostrano come bassi livelli di performance fisica siano associati a un aumento del rischio di malattie neurodegenerative. Un’attenzione adeguata alla performance fisica dei soggetti e appropriati programmi per il benessere fisico e neuropsichico, che pongono, a giusta ragione, l’attenzione sull’individualità dei soggetti che praticano attività motorie personalizzate e scientificamente strutturate, rappresentano un utile strumento per migliorare le prestazioni del nostro cervello.

Orazio Parisotto

Studioso di Scienze Umane e dei Diritti Fondamentali